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Rapporti con Giuseppe Albano

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giuseppe albano ragazzoL’incontro tra il giovane Giuseppe Albano e il maestro Domenico Trentacoste avviene nella città di Firenze allorquando Albano si iscrive, nel 1921, al corso di scultura presso l’Accademia di Belle Arti e il suo insegnante è proprio Trentacoste. Da questo incontro nascerà tra i due un forte legame che andrà oltre il rapporto insegnante - alunno, diventando un’amicizia sincera ed intensa.
A proposito dell’incontro con Trentacoste ricorda Albano:
al corso di scultura insegnava Trentacoste ed egli dopo avermi conosciuto bene mi permise di frequentare il suo studio. Non rammento se in quel tempo io ero iscritto al primo o al secondo anno del detto corso, ricordo solo che un giorno finita la lezione del Maestro non poteva far ritorno al suo studio a causa di una improvvisa pioggerella. Il Maestro era sprovvisto di ombrello ed io gli offrii il mio (anche allora come adesso uscivo col paracqua ogni qualvolta vedevo navigare per il cielo una candida nuvoletta!!) ombrello che poi andai a ritirare a casa sua. Fu così che ebbi l’occasione di visitare per la prima volta il suo studio rimanendone incantato. Di poi ne divenni assiduo frequentatore ed aiuto del Maestro.
Albano, grazie agli insegnamenti di Trentacoste, riesce a perfezionare la sua arte e ad allargare le sue conoscenze, divenendo amico anche di personaggi importanti come lo scrittore Ugo Ojetti.
Dopo il pensionamento del maestro siciliano nel 1926, gli incontri diventano sempre più frequenti e il rapporto ancora più intimo, tanto da assisterlo fino alla morte nel 1933, assieme all’amico Ugo Ojetti. Dopo la dipartita di Trentacoste, Albano si trasferisce a vivere e lavorare proprio nello studio del maestro in Via Giambologna 32 a Firenze, ereditando anche tutte le opere ivi rimaste; questi le conservò preziosamente fino alla sua scomparsa nel 1967. In seguito tutto ciò che era nello studio fiorentino di Albano fu spedito in casse chiuse a Putignano e donato dalla moglie al Comune.
Dopo la morte di Trentacoste si intensificheranno anche i rapporti tra Albano ed Ojetti, questo lo testimoniano, non solo le tante medaglie che l’artista putignanese conia in onore di Ugo Ojetti, ma anche la intensa corrispondenza (più di 60 lettere che vanno dagli anni trenta agli anni sessanta) tra Albano e la famiglia Ojetti, conservata presso  il Fondo Ojetti nell’ archivio storico della Galleria Nazionale di arte Moderna e Contemporanea di Roma.

 

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