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La vita di Domenico Trentacoste

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domenico trentacosteDomenico Trentacoste, figlio di un fabbro di famiglia baronale decaduta, nasce a Palermo il 20 Settembre 1859 e muore il 18 Marzo 1933 a Firenze. Nella sua città natale fu allievo di Benedetto De Lisi (1830-1875) e Domenico Costantino (1840-1915). Dopo un breve soggiorno napoletano in cui studia la scultura pompeiana e rimane affascinato dalle sculture antiche nel Museo Archeologico Nazionale, nel 1878 si trasferisce a Firenze per completare gli studi e si innamora dei Quattrocentisti, di Donatello e di Michelangelo.

Nel 1880 ritorna a Palermo dove, per l’arco di trionfo apprestato per la visita del re Umberto I, plasma in gesso una grande Minerva seduta. Con i soldi guadagnati da questa commissione si reca a Parigi. Qui l’incontro con le opere di Rodin, stimola in lui un’importante produzione ritrattistica, stringe amicizia con lo scultore Antonio Giovanni Lanzirotti e l’anno successivo espone al Salon una testa di vecchio. A Parigi esegue anche una serie di sculture a soggetto idillico o mitologico e a destinazione decorativa. Tra il 1887 e il 1889 plasma due busti di donna, Pia dei Tolomei e Cecilia, che lo consacrarono scultore di forme leggiadre, di attitudine classica, allo stesso tempo capace di rivelare l’espressione psicologica. I suoi ritratti (busti, teste, medaglie e placche bronzee) hanno un tale successo che Trentacoste è chiamato nel 1891 dal pittore Edwin Long, ad esporre alla Royal Academy di Londra, ottenendo prestigiose commissioni. La sua Cecilia (Londra, Buckingham Pal., Royal Col.) infatti viene acquistata nel 1891 dalla Principessa di Galles.

Nel 1895 rientra in Italia da Parigi dopo un soggiorno di quindici anni ed espone alla Prima Biennale di Venezia, ottenendo il primo premio per la scultura in marmo  La derelitta (ora al Museo Civico La Revoltella di Trieste). Il successo fu tale da convincerlo a stabilirsi definitivamente a Firenze dove divenne un artista celebre e molto ricercato per l’esecuzione dei ritratti della nobiltà, soprattutto femminile. L’anno successivo partecipa all’Esposizione Internazionale di Firenze con Ofelia, all’Esposizione di Torino col marmo Alla fonte e nel 1897 è presente alla III Esposizione Triennale di Brera con un gesso per monumento e ripropone Ofelia. Due anni più tardi, alla III Biennale di Venezia espone due marmi, La figlia di Niobe (Venezia, Palazzo Pesaro) e Ritratto; nel 1901 è membro della giuria della Biennale veneziana, dove figura con Ritratto, Testa di vecchio, Il ciccaiuolo (Venezia, Ca’ Pesaro), Bustino di bimba, L’aurora infranta. Nel 1903, alla stessa rassegna invia i bronzi Caino (Roma, GNAM), Seminatore (Parigi, Museée du Luxembourg), Pompeo Molmenti e la targhetta in gesso dedicata all’attrice Emma Gramatica. Nel 1904 aderisce all’Associazione Arte Toscana. Dal 1908 è membro della Commissione comunale di belle arti di Firenze. Nel 1909 espone alla Società Leonardo da Vinci di Firenze. Nel 1910, partecipa alla Biennale di Venezia con i marmi Sorriso infantile, Madre con bambino, Nudo di donna (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna) e il bronzo Testa. Nel 1911 esegue Per grazia di Dio, Per volontà della Nazione. L’anno successivo con il Cristo morto (Firenze, Palazzo Pitti) è nuovamente alla Biennale di Venezia, dove apparirà, per l’ultima volta nel 1922 col bronzo il Vescovo Geremia Bonomelli. Dal 1913 è insegnante titolare di scultura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, mantenendo la cattedra fino al 1926, anno in cui lascia l’insegnamento per aver raggiunto i limiti di età, conservando però la Presidenza della stessa. A marzo del 1920 tiene una mostra personale alla Galleria Pesaro di Milano; due anni più tardi, partecipa alla Fiorentina Primaverile e nel 1925 partecipa alla II Biennale di Monza.

Domenico Trentacoste offrì la sua collaborazione gratuita per la realizzazione di una statua di bronzo di San Francesco, alta più di cinque metri, ubicata in Piazza del Risorgimento a Milano ed inaugurata nel 1927, inoltre è stato consacrato alla ‘gloria nazionale’ per avere realizzato i due gruppi allegorici sistemati sulla facciata del Palazzo di Montecitorio a Roma, costruito su progetto e sotto la guida di Ernesto Basile (1911-1912). Un anno prima della scomparsa viene nominato Accademico d’Italia. Trentacoste è ricordato anche per la sua attività di medaglista, tra i suoi lavoro più importanti ricordiamo la realizzazione dei modelli della serie "Cinquantenario del Regno d'Italia 1861-1911". Molte delle sue medaglie sono conservate nella collezione della Galleria d'Arte Moderna di Firenze.

Oggi le opere di Domenico Trentacoste sono collocate nei musei più importanti del mondo, a partire dall’Italia, passando per la Francia (Musée d’Orsay, Musee du Luxembourg) e l’Inghilterra,  per arrivare anche a Los Angeles (County Museum of Art - Lacma).

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- www.carlovirgilio.it - Galleria Carlo Virgilio Arte Moderna e contemporanea-Roma
- www.galleriaroma.it/Ottocento sicilano, artisti siciliani dell’800 a cura di Giovanni Jurato e Paolo Bonaiuto
La Facoltà di architettura di Firenze fra tradizione e cambiamento : atti del convegno di studi, Firenze, 29-30 aprile 2004, a cura di Gabriele Corsani, Marco Bini, Firenze, Firenze University Press,  2007
 


 

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